Sto con Minervini per il pluralismo

Sulle primarie del 30 novembre in Puglia. Di Alberto Losacco Da la Gazzetta del Mezzogiorno

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Sto con Minervini per il pluralismo

A chi in questi giorni mi chiede perché io abbia deciso di sostenere la candidatura di Guglielmo Minervini rispondo con una domanda: che partito democratico sarebbe quello in cui vi fosse in campo solo un candidato?

Lo dico soprattutto considerando non soltanto il profilo della candidatura di Michele Emiliano, certamente autorevole e forte, ma anche la tentazione che mi sembra emergere qua e là di una omologazione, rituale e forse un po’ ipocrita, di nascondersi o accodarsi dietro un vincitore annunciato. In altre parole, credo che la candidatura di Minervini ci metta tutti al riparo da una finzione e restituisca verità e vitalità ad un partito che è nato per fare del pluralismo e della partecipazione la sua grande forza.

Forse abbiamo archiviato troppo rapidamente le ragioni che all’inizio della nostra avventura fecero delle primarie un elemento fondativo e non solo uno strumento organizzativo. Così queste primarie pugliesi mettono in campo non solo candidati alternativi, ma, con loro, modi diversi di essere e sentirsi democratici. E io condivido in pieno la proposta di Guglielmo Minervini. Il suo stile rigoroso e mite. La sua sensibilità umana e politica, fatta allo stesso tempo di fermezza e disponibilità al dialogo.

Il tempo che viviamo ci ha abituato ad una politica che spesso riempie il vuoto di idee e di programmi con il surrogato di leadership carismatiche e solitarie. Si pensa di poter recuperare il consenso che la politica ha progressivamente perso coltivando il mito di un populismo buono e decisionista che affida al capo, e solo a lui, la responsabilità di guidarci fuori dalle difficoltà. La realtà si è spesso incaricata di fare giustizia di questa illusione. La leadership è certo un elemento essenziale e decisivo della politica moderna, ma serve a poco se non incarna qualcosa di più profondo di un’emozione superficiale e contingente.

Anche da questo punto di vista mi sembra che la candidatura di Minervini ci aiuti a recuperare una dimensione più vicina allo spirito originario del nostro partito, perché restituisce al Pd l’idea di un’avventura comune, dove ognuno è importante. Dove ognuno può sentirsi impegnato e protagonista di un progetto che può affermarsi prima di tutto perché è condiviso.

Si potrebbe dire che la candidatura di Emilano parla al popolo (e agli apparati), quella di Minervini alla comunità. A persone, donne, uomini, giovani e anziani, che sentono di appartenersi gli uni agli altri. Che vivono e camminano insieme. Che, appunto, condividono una prospettiva, un destino.

Conosco Guglielmo da tanti anni e credo che si possa dire che è visibile in tutta la sua esperienza politica una dote non comune: la capacità di tenere assieme la mitezza e il coraggio, la competenza e la conoscenza dei problemi con un autentico spirito di servizio, retaggio di una formazione giovanile che ha potuto contare su maestri come don Tonino Bello.

Credo che un uomo così faccia bene alla politica, al Pd e alla Puglia.

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