“Il potabilizzatore di Conza è da sbloccare”

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“Il potabilizzatore di Conza è da sbloccare”

Il potabilizzatore di Conza della Campania è in attesa di essere messo in funzione da quasi 3 anni per via di ritardi attribuibili alla Asl.
Il caso, sollevato dalla “Gazzetta” esattamente un anno fa, è stato recentemente rilanciato dal consigliere regionale Fabiano Amati. E ieri il parlamentare pugliese Alberto Losacco (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Maurizio Lupi per chiedere di accelerare le procedure.

Il potabilizzatore, costato 53 milioni di euro, è stato inaugurato il 6 luglio 2012 ma – pur perfettamente funzionante – non è ancora entrato in esercizio: manca il nulla osta sanitario della Asl di Avellino, che servirà poi per ottenere il rilascio dell’autorizzazione da parte della Regione Campania.
L’impianto è collegato all’acquedotto dell’Ofanto, una condotta di 90 km oggi utilizzata per convogliare in Puglia (a Monte Carafa, nel territorio di Andria) gli esuberi delle sorgenti del Sele, ma dovrebbe servire a rinforzare la fornitura di acqua potabile verso la Puglia centrale e la sesta provincia.

Losacco ricorda che, come Amati ha scritto in una lettera al premier Matteo Renzi, oggi il potabilizzatore lavora “a vuoto”, riversando 1.000 litri al secondo di acqua trattata direttamente nell’Ofanto. “E’ inaccettabile – commenta il parlamentare Pd – che si continui ad assistere a tale spreco di un bene pubblico prezioso come l’acqua anche in considerazione delle specificità del territorio in questione contraddistinto da lunghi periodi di siccità e razionamento delle risorse idrich3e nel periodo estivo. Il paradosso è che il gestore, Acquedotto Pugliese S.p.A., mantiene in piena funzionalità l’impianto, con gli evidenti costi, per evitare che il mancato esercizio comporti il suo inesorabile deterioramento”.

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